 |
Il mio nome è Valentina Ebranati, impiegata trentenne toscana, ma dietro questo comune quadro anagrafico celo un mondo di ispirazioni e culture diverse, emozioni fortissime, interessi poliedrici e contrastanti. L'arte da sempre mi ha coinvolto, scrivo e dipingo fin da bambina anche grazie... (continua)
|
|
Valentina Ebranati
Le sue 20 poesie
Ho scelto la tua assenza.
Ma strappo petali di rose
rosse carezze mancate.
Taglio ogni mia vena
pulsante di desiderio.
In palpabile lago di sangue
affogo urla strozzate in gola
bruciate da liquore di lacrime.
Segrete. Nascoste.
Come il fuoco che mi brucia
di rabbia e passione.
leggi

|

|
|
|
|
Dentro il vortice
sbattuta sotto e sopra
ad ogni giro
otto volante da cui non posso scendere
sensazione di morte
ad ogni giro
stravolta sotto e sopra
per una scintilla di paradiso
tizzoni d’inferno
e un colpo nello stomaco.
Dentro il vortice
vento fuoco polvere
e pezzi di
leggi

|

|
|
|
|
Rischiarato da stelle di plastica.
Fantasmi di pensieri opprimono tentativi di sonno.
Progetti si affollano.
Colpevoli di riempire quel nulla
riservato a irraggiungibili illuminazioni.
Inquietanti occhi a specchio di gatti sul letto
illuminati da cellulari in attesa.
Che non si spengono
leggi

|

|
|
|
|
Ubriacata dalla fioritura dei tigli
sondo inconsce notturne profondità,
pulsare di lucciola mancata
rianima l'umido del muschio;
scandaglio l'inquieta emozione
apnea nel cristallo turchese,
fuochi d'artificio di alghe
d'oro a giugno
tentano la potenza dell'estate:
da nord il
leggi

|

|
|
|
|
Non c'è consolazione in questa mia tristezza,
non c'è quel retrogusto dolce delle more a settembre
malinconia notturna ricordi galeotti
profumi d'erba di antiche mura estive fanciulle
-no-
ha un gusto amaro metallico di ferro
lo stesso dolore che mordere una rete di
leggi

|

|
|
|
|
E' vuoto negli occhi stanchi
di vedere di scandire
la mediocrità del male.
Osservano distanti
metafore di cadaveri
appesi ai pali della luce
autobus carichi di ombre.
leggi

|

|
|
|
|
L’ansia della perdita
serpeggia, assaggio della morte
pervade il flusso del sangue
agghiaccia come amaro
in bocca di veleno,
promessa del vuoto
finestra sul freddo inferno;
la ferita dell’abbandono
paralizza e condanna
estraniante sensazione d’angoscia
come buio legno di bara
leggi

|

|
|
|
|
Nei miei sogni
collane di perle nere,
tristi mosche morte
fra diamanti oscuri.
Acque sporche fangose
non danno respiro,
mi immergo per fuggire
negli abissi neri…
luci sinistre mi guidano.
leggi

|

|
|
|
|
I
Intorno,
è giallo e ocra odore di terra.
Dentro,
fresco e acuto aroma di spezie.
II
Ho attaccato sul muro di pietra
esposto al sole
una treccia d’agli e peperoncini.
III
Frinire assordante di cicale
mi riempie la testa
mentre impasto il pane.
leggi

|

|
|
|
|
I corpi unti e tesi,
avide essenze terrene,
con spasmo si rubano la vita.
Gli occhi incrociati e fissi:
un'atavica meditazione
di nascita primordiale,
di morte infinita.
leggi

|

|
|
|
|
Mi inginocchio, ancella, davanti a te,
coppiera della tua sorgente vitale
e affondo le unghie nei tuoi fianchi...
Allora io vinco
e ti svuoto della tua forza,
tu sei il Re ma muori,
sfinito, con le mie chiome
come serpi tessaliche fra le dita.
leggi

|
|
|
|
|
Morte in anticipo
vuoto di sabbia
davanti alla porta del nulla.
Perdere il tuo calore
è la mia prova del trapasso.
Quando sarà inevitabile
accettare il disfarsi,
impossibile attaccarsi
al desiderio di esistere.
La volontà sarà priva di valore
proprio come adesso
di fronte a te.
E così
leggi

|

|
|
|
|
Nuvole. Anche nei tuoi occhi
velati dalle lucciole
e dalla pioggia,
col primo freddo fuggono
dalla mia realtà.
Così scende nelle ossa
quel gelo sottile che
incrina il passo sicuro.
Paura di perdere
il tepore degli abbracci,
piccola estate privata
da indossare all’alba
sulla pelle
leggi

|

|
|
|
|
Quando
quel giorno ti ho detto sì
mi sono lanciata nel vuoto
più che col paracadute alle spalle
o l’elastico alle caviglie
nel vuoto, senza protezione,
se non il tuo impaziente
prepotente amore.
Adesso schianto al suolo,
sola con le mie ferite,
il cielo lontano sopra di me e io
a
leggi

|

|
|
|
|
Mille volte morirò nei miei sogni
per rinascere nel solco del tuo destino.
Mille volte ucciderò il mio desiderio
straziante di te.
Mille volte farò acqua delle mie lacrime
per dissetare il mio dolore.
Senza di te, con te.
Lo stesso male, tu dici.
Eppure, nei tuoi occhi mi
leggi

|

|
|
|
|
 
 
|
|